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1
Francesco De Martino, a diciotto anni, aveva avuto un'illuminazione. "Tutto è fatto di merda, allora a me non interessa altro, solo la merda." Non era una metafora, non era una provocazione. Era un'affermazione di fede, una vocetta che gli ronzava nella testa, diventando un'ossessione.
La sua prima mossa, dopo aver formulato questa filosofia, fu abbandonare gli studi di ingegneria. "A cosa serve costruire ponti," pensò, "se il cemento è solo polvere e la polvere è solo un residuo della vita?" Invece, si iscrisse a un corso per diventare un esperto di compostaggio. Ma il suo approccio fu unico. Mentre gli altri studenti si preoccupavano di bilanciare azoto e carbonio, Francesco si preoccupava della "purezza della merda".
Passava le notti a studiare i vari tipi di letame, analizzando la consistenza, il profumo, e il "carattere" di ogni escremento. Sviluppò una vera e propria ossessione, visitando fattorie e zoo, parlando con gli allevatori e i giardinieri come se fossero maestri Zen.
La sua prima grande opera fu una scultura. Usando solo sterco di cavallo, sterco di mucca e cacca di pollo, creò un'imponente statua di un uomo che si inchinava a un mucchio di letame, a cui diede il nome di "L'umiltà".
La statua fu esposta nella sua casa, e quando i suoi genitori la videro, non dissero nulla. Si limitarono a guardarsi negli occhi con un'espressione che diceva: "Nostro figlio è matto."
La statua di letame, "L'umiltà", era diventata un punto fisso nel salotto di casa De Martino, un'opera d'arte olfattiva che i parenti visitavano con maschere antigas e un senso di dovere familiare. Per Francesco, era il suo capolavoro, la sua tesi di laurea in una materia che conosceva solo lui. Ma il mondo non era ancora pronto. O almeno, così credeva.
Un pomeriggio, una donna bussò alla porta. Aveva un'aria eccentrica, con un foulard di seta che le copriva i capelli e un paio di occhiali da sole a forma di stella. Si presentò come Contessa Puzzolentina Puzzoni, un'arricchita del Nord Italia con la passione per l'arte concettuale. Aveva sentito parlare della scultura di Francesco da un suo cugino, un fornitore di letame per il suo giardino, e non aveva potuto resistere alla curiosità.
Quando Francesco le aprì la porta, la Contessa Puzzoni si bloccò. Non era il cattivo odore che l'aveva fermata, ma la bellezza del pezzo. Girò intorno alla statua, annusandola come un sommelier annusa un vino pregiato.
"È… sublime!" esclamò. "La purezza della forma, la texture… l'odore! È la perfetta rappresentazione della condizione umana!"
Francesco, che si aspettava un'altra reazione di disgusto, si ritrovò a sorridere. "Contessa, lei è l'unica che ha capito."
"Ho capito che lei è un genio," ribatté lei. "Voglio comprare la sua opera. E voglio che lei diventi il mio consulente artistico personale."
La Contessa Puzzoni pagò una cifra spropositata per la statua e offrì a Francesco un contratto a tempo indeterminato, con il solo obbligo di continuare a "creare". Francesco accettò con gioia. Aveva trovato la sua strada, e quella strada era lastricata di… beh, lo sai.
2
La fama di Francesco De Martino e della sua arte si sparse rapidamente. La notizia arrivò alle orecchie di Beppe Grillo, che ebbe una delle sue celebri "visioni". Convocò immediatamente un'assemblea di sostenitori e, con la sua tipica enfasi teatrale, annunciò la fondazione di un nuovo movimento politico: il Partito della Merda.
"Cittadini, e non-cittadini!" tuonò Grillo dal palco. "Per anni ci hanno detto che la politica è pulita, che i politici sono angeli, che il potere è puro! Ma noi lo sappiamo, lo sentiamo! Tutto è fatto di merda! E allora perché non facciamo un partito che sia onesto, che si chiami per nome e che abbia come simbolo un enorme escremento?"
La folla applaudì con fervore, e Grillo continuò il suo discorso, promettendo un'Italia più autentica e "compostabile". Per dare al movimento un'anima, si rivolse a Roberto Benigni, che si era ritirato dalla vita pubblica ma non aveva mai perso il suo spirito comico.
Benigni, vestito in un completo da clown, salì sul palco e propose una modifica all'inno nazionale. "Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta..." intonò, per poi fermarsi e sorridere. "Ma quale Italia? Quella di oggi non è che una fogna! E allora, cambiamolo! L'inno del corpo sciolto deve essere il nostro inno! Ci vuole il coraggio di essere noi stessi, di andare dritti al punto, di dire che non ci interessa quello che dicono gli altri!"
La folla, estasiata, iniziò a cantare insieme a Benigni, mentre il Partito della Merda prendeva forma e prometteva di cambiare l'Italia con una forza... inarrestabile.
"Cittadini, fratelli e sorelle d'Italia, d'Europa, del mondo intero! La rivoluzione parte dal basso, dalla pancia, dalle nostre viscere!" tuonò Roberto Benigni, con l'energia di un comico e la solennità di un profeta. "L'Italia si è desta? Sì, ma solo perché la pancia le borbotta! E allora, uniamoci, cantiamo insieme il nostro vero inno!"
Con un'espressione di profonda concentrazione, quasi mistica, Benigni iniziò a cantare, con una voce che era un mix di pathos e ironia:
(Musica pomposa e solenne)
"Cacare... cacare... cacare...
è la tua liberazione
Cacare... cacare... cacare...
della tua costipazione.
Sii tu, stronzo, o giallino...
o diarroico, o durino...
sia tu nero, o sia rosso...
o un cacacione appiccicoso.
Se il tuo culo ha sete...
bevi, bevi, bevi...
se la tua pancia si gonfia...
butta, butta, butta.
L'Italia si è fatta un culo così...
dopo l'ultima guerra...
ma ora ha un culo che fa schifo...
e non si può più nascondere.
Se il tuo culo è vuoto...
mangia, mangia, mangia...
se la tua pancia è gonfia...
butta, butta, butta.
Se hai la cacarella, prendi una pasticca...
ma se hai la diarrea, prendi una pasticca...
se hai la stitichezza, prendi una pasticca...
ma se hai la stitichezza, prendi una pasticca.
L'inno del corpo sciolto, l'inno di tutti noi!"
La folla, estasiata, iniziò a cantare insieme a Benigni, mentre il Partito della Merda prendeva forma e prometteva di cambiare l'Italia con una forza... inarrestabile.
L'inno del corpo sciolto
?È questo l'inno del corpo sciolto
Lo può cantare solo chi caca di molto
Se vi stupite, la reazione è strana
Perché cacare soprattutto è cosa umana
?Noi ci svegliamo e dalla mattina
Il corpo sogna sulla latrina
Le membra posano in mezzo all'orto
È questo l'inno
L'inno, sì, del corpo sciolto
?Ci han detto vili, brutti e schifosi
Ma son soltanto degli stitici gelosi
Ma il corpo è lieto, lo sguardo è puro
Noi siamo quelli che han cacato di sicuro
?Pulirsi il culo dà gioie infinite
Con foglie di zucca di bietola o di vite
Quindi cacate perché è dimostrato
Ci si pulisce il culo dopo aver cacato
?Evviva i cessi, sian benedetti
Evviva i bagni, le toilettes e gabinetti
Evviva i campi da concimare
Viva la merda e chi ha voglia di cacare.
Dopo aver intonato l'inno, Beppe Grillo si rivolse alla folla con un'espressione di trionfante soddisfazione. Il Partito della Merda aveva un nome, un inno e ora aveva bisogno di un palco. La scelta non poteva che ricadere su un luogo simbolico: il prato antistante Montecitorio.
Francesco De Martino, arruolato come consulente artistico, fu incaricato di creare l'allestimento scenico. L'idea di Grillo era semplice ma audace: un palco fatto interamente di letame. E non un letame qualsiasi, ma un mix di deiezioni di animali da zoo, per dare un tocco esotico.
Francesco, con la Contessa Puzzoni al suo fianco come mecenate e critico d'arte, si mise all'opera. Creò un palco a forma di trono, con una scultura di sterco di gorilla che fungeva da leggio. L'odore era indescrivibile, un mix di savana, giungla e politica italiana.
Quando il giorno del comizio arrivò, la piazza era gremita. Giornalisti, curiosi e detrattori si erano radunati, alcuni con maschere antigas, altri con fazzoletti profumati sul naso. La tensione era palpabile.
Dal palco, Roberto Benigni e Beppe Grillo salirono e iniziarono a parlare, ma l'attenzione della folla era tutta per la statua di letame. A un certo punto, la statua di gorilla, a causa del calore e di una composizione instabile, iniziò a sciogliersi. Il naso del gorilla si sciolse e cadde, e la folla, che prima si era trattenuta, non poté più trattenersi.
Scoppiarono a ridere, e la risata si sparse per tutta la piazza, un suono liberatorio che ruppe il silenzio e trasformò un comizio in uno spettacolo comico.
Il comizio fu un disastro, ma un disastro mediatico senza precedenti. L'immagine della statua di sterco che si scioglieva in diretta TV, con i giornalisti che si tenevano il naso, fece il giro del mondo. Invece di affondare il Partito della Merda, l'episodio ebbe un effetto inaspettato: gli altri partiti, nel tentativo di ridicolizzare il movimento, finirono per affondare da soli.
Il PD cercò di organizzare un comizio contro il "populismo fecale", ma il loro evento fu interrotto da un gruppo di manifestanti che si definivano "i puristi del letame" e protestavano per la mancanza di rispetto nei confronti del compostaggio biologico.
La destra, con la sua retorica aggressiva, cercò di denunciare il Partito della Merda come una minaccia alla "dignità italiana", ma ogni volta che pronunciavano la parola "merda", il loro pubblico scoppiava in risate incontrollate.
Il risultato fu un'incredibile impennata nei sondaggi per il nuovo partito. La gente, stanca delle solite promesse e dei soliti scandali, trovò nel Partito della Merda una ventata di aria fresca, o almeno, di una puzza onesta. Il loro slogan, "Se tutto è merda, almeno vota la nostra", divenne virale sui social.
In pochi mesi, il Partito della Merda passò da zero a numeri a doppia cifra, lasciando gli altri partiti a chiedersi cosa fosse andato storto. La risposta era semplice: avevano provato a competere con la merda, e la merda aveva vinto.
3
La vittoria del Partito della Merda fu schiacciante, e l'insediamento del nuovo esecutivo fu, come prevedibile, un evento indimenticabile. La cerimonia di giuramento si tenne in un'enorme serra, dove i ministri si disposero in cerchio attorno a un "Giardino dell'Umidità" – una vasca di fango organico odoroso che simboleggiava le radici del movimento. Grillo e Benigni si abbracciarono, cantando in coro il primo verso dell'Inno del Corpo Sciolto.
Con il Partito della Merda al potere, l'intero panorama mediatico e culturale italiano subì una metamorfosi. I talk show politici si svuotarono dei soliti esperti e si riempirono di specialisti in digestione e drenaggio.
?? La Rivoluzione Televisiva ??
* Il nuovo format serale: Il venerdì sera non era più dedicato al varietà, ma a dibattiti infuocati intitolati: "Merda e Piscio: Tendenze e Tensioni". Esperti in urologia, igiene urbana e, ovviamente, Francesco De Martino, discutevano animatamente sui colori ideali delle feci ("Troppo chiare? Una minaccia alla sovranità intestinale!") e sulle proprietà idratanti dell'urina.
* La prima serata d'autore: I palinsesti vennero dominati da un ciclo di film ribattezzato "Scatologico/Escatologico".
* Grandi classici del cinema vennero ritrasmessi con nuove, audaci letture: 2001: Odissea nello Spazio fu presentato come un viaggio per trovare la toilette perfetta nell'universo, e Guerre Stellari come la lotta tra le forze del "compostaggio sostenibile" (i Ribelli) e la "burocrazia intasata" (l'Impero).
* Il film più di successo divenne una vecchia pellicola trash degli anni '80 su un'apocalisse causata da una fogna tracimata, che veniva introdotta da Benigni con un'analisi filologica sulla "poetica della cloaca".
Il Paese era diviso tra chi abbracciava la nuova "autenticità corporea" e chi viveva con un costante senso di nausea. Ma una cosa era certa: non si era mai parlato così tanto di ciò che l'Italia produceva, in ogni senso della parola.
?? La Nuova Italia agli Occhi di Francesco
Francesco De Martino, il filosofo della materia organica, osservava il nuovo panorama italiano dal suo ufficio di "Supremo Consulente Fecale" del governo. La sua riflessione era, come sempre, diretta e priva di fronzoli:
> "La mia teoria era esatta, fin nei minimi, organici dettagli. L'Italia, e forse il mondo intero, ha sempre avuto paura di chiamare le cose con il loro vero nome. Ma ora, con il Partito della Merda al potere, la verità è stata finalmente 'sciolta' e 'liberata'."
>
Francesco si sentiva inebriato non solo dal costante aroma del suo ambiente di lavoro, ma anche dal trionfo della sua visione:
* L'Onestà Corporea: Per Francesco, la nuova ossessione mediatica per la merda e il piscio non era volgarità, ma autenticità. I dibattiti non parlavano più di fumo, ma di ciò che è reale, misurabile e inevitabile. La nazione aveva smesso di fingere di essere "pulita" e aveva abbracciato il suo stato più sincero e primordiale.
* La Caduta dell'Iperbole: La politica si era spogliata di tutte le sue pompose metafore. Non c'erano più "piani grandiosi" o "visioni futuristiche"; c'erano solo processi biologici. Questo rendeva la politica incredibilmente semplice e, paradossalmente, più stabile, perché la natura segue sempre le sue leggi.
* La Vendetta dell'Artista: Il suo capolavoro, "L'umiltà" (la scultura di sterco), era ora il simbolo nazionale. Francesco aveva trasformato l'oggetto del disgusto comune in oggetto di culto. Il suo genio, una volta rinchiuso nel salotto dei genitori, era ora la linfa vitale della Nazione. "Che c'è di più poetico," si chiese, "se non creare Bellezza da ciò che il mondo scarta?"
Tuttavia, Francesco aveva un unico dubbio, una sottile incrinatura nella sua filosofia. Il suo mentore, il mucchio di letame, non gli aveva ancora dato indicazioni su come gestire il rispetto internazionale. La domanda che gli ronzava in testa era:
"Come si presenta il trionfo della 'merda' al mondo che ancora crede nel 'profumo'?"
???
Mentre l'Italia navigava nel suo stravagante tripudio scatologico, la marea politica cambiò ancora una volta. Dopo l'ondata di autenticità fecale, il Paese riscoprì, quasi per reazione biochimica, il bisogno di un approccio più... convenzionale.
Tempo dopo, emerse un nuovo protagonista: Filippo Armaioli.
Filippo era l'antitesi di tutto ciò che il Partito della Merda rappresentava. Era un tizio onesto, pragmatico e, soprattutto, pulito. La sua associazione, Nuova Utopia, crebbe lentamente ma costantemente grazie al passaparola tra i cittadini stanchi dei dibattiti urologici. La gente non voleva più essere autentica, voleva un bollettino pulito, una strada asfaltata e un conto in banca decente.
Il suo partito, il Partito dei Lavoratori e Disoccupati Italiani (PLDI), arrivò sorprendentemente primo alle elezioni successive. La vittoria fu un sospiro di sollievo collettivo, come un intestino sbloccato dopo una lunga costipazione. Filippo governò a lungo e saggiamente, riportando l'Italia a un'agenda fatta di PIL, sussidi e, stranamente, meno odori in Parlamento.
Di fronte al trionfo della normalità, il Partito della Merda capì che la sua forza d'urto era svanita. Beppe Grillo, con una delle sue manovre inattese, cercò un partner politico per sopravvivere. Lo trovò nei Cinque Stelle, che erano stati relegati all'opposizione ma mantenevano un elettorato fedele al concetto di "fare casino" in modo... meno organico.
L'alleanza fu formalizzata con il nome di "Movimento Fecale Stellato" (MFS), con l'obiettivo di coniugare la filosofia della "merda come verità" con la lotta contro il "sistema marcio". Si narra che la stretta di mano tra Grillo e il leader dei Cinque Stelle Pierfederico Campanella fu accompagnata da un discorso di Benigni sulla necessità di "canalizzare il flusso".
Francesco De Martino, pur restando fedele alla sua filosofia personale, accettò di fare da consulente esterno per l'MFS.